PEDEMONTANA: UN FALLIMENTO CULTURALE, OLTRE CHE AMBIENTALE, ECONOMICO E FINANZIARIO.

PEDEMONTANA: UN FALLIMENTO CULTURALE, OLTRE CHE AMBIENTALE, ECONOMICO E FINANZIARIO.

Stefano Sala, Coordinatore PD del tavolo di lavoro su Transizione ecologica, sostenibilità, infrastrutture, informa sugli ultimi sviluppi sul tema Pedemontana: “Gli investitori privati scappano – ancora una volta – mentre i cittadini continuano a pagare e ora si muovono per una class action contro Pedemontana.”

Regione Lombardia in questi ultimi giorni ha acquistato, per oltre 62 milioni di Euro, il pacchetto azionario di Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. fino ad ora di proprietà di Intesa San Paolo. Un ulteriore segnale di mancato interesse economico manifestato da Intesa San Paolo al quale, prontamente, Regione Lombardia ha provveduto a rispondere sostituendosi al socio privato, con l’ennesima somma di capitali pubblici (i nostri soldi insomma) che vanno a colmare il mancato supporto economico del partner privato di Intesa San Paolo.

Stefano Sala del Direttivo PD e Coordinatore del tavolo di lavoro “Transizione ecologica, sostenibilità, infrastrutture” interviene a fare chiarezza sul tema: “Il mercato degli investitori dei gruppi bancari continua a non considerare appetibile tale opera e a farne le spese siamo, ancora una volta, noi cittadini, che, oltre ai finanziamenti pubblici, dovremo poi fare i conti con i pedaggi.

Continua, pertanto, l’iniezione di pesanti capitali pubblici nel tentativo di arginare la costante emorragia di partner privati e dei relativi apporti economici, senza dimenticare la defiscalizzazione per gli operatori in corso, sconti fiscali che vanno sempre e comunque a pesare sulle spalle dei cittadini. Per tutti questi motivi Pedemontana sarà una tra le strade più costose di sempre, con il risultato di fare gravare ulteriormente il traffico sulle strade dei comuni vicini al suo tracciato anziché alleggerirne il carico, con effetti facilmente immaginabili non solo sul piano viabilistico ed ambientale.

Il PD di Desio, come si può facilmente verificare dagli atti amministrativi depositati nel corso degli anni passati, si è sempre schierato contro questa opera anacronistica, antieconomica e dannosa sotto ogni aspetto, un’opera che porta con sé tutta una serie di devastazioni sul piano ambientale, su quello dell’inquinamento, sui sistemi di viabilità, sul tessuto urbanistico e socioeconomico locale, un'opera con una pervicace ostinazione che, da sola, potrebbe essere il manifesto della sua stessa inconsistenza.

“Più e più volte abbiamo denunciato tutte le criticità legate all’opera: quanto territorio a Desio - e sul resto del tracciato - verrà perso per sempre, irreversibilmente, per realizzare questa strada; il fatto che queste parti di territorio sono le ultime parti verdi di un ambito pesantemente antropizzato, con una densità urbana altissima, come pochi altri in Europa; quanto il tracciato vada ad impattare, proprio vicino a Desio, su zone molto “fragili” quali il Bosco delle Querce e aree limitrofe e che quindi pone in rilievo, oltre agli altri, il problema ambientale derivante dai movimenti di terra in zone con presenza di diossina; l’impatto viabilistico e l’inquinamento derivante sui paesi attraversati dal progetto, perché il traffico in entrata e uscita da Pedemontana passerà esattamente attraverso comuni per molti versi già al collasso, a causa delle intersezioni con le strutture viabilistiche già presenti e che, anche grazie ai costi di pedaggio di Pedemontana, potrebbero diventare, loro malgrado, “tracciati alternativi” per gli utenti di Pedemontana, nel tentativo vano di evitare qualche tratto a pagamento.”

Nel frattempo, tra gli ennesimi ritardi, proroghe, modifiche del cronoprogramma, rinvii per impugnazione di ricorsi presentati, si sta facendo avanti una concreta ipotesi per un contenzioso contro Pedemontana, mediante una Class Action che vede interessati i proprietari di oltre venticinquemila porzioni di territorio – tra privati, imprese e società -terreni da espropriare per la realizzazione di Pedemontana, dal momento che i termini della durata degli espropri sono scaduti, nonostante la proroga già applicata per ben due volte, e che ha portato la realizzazione effettiva di Pedemontana ben oltre la soglia di tempo massimo.

Continua Sala: “Le questioni amministrative e legali sembrano trovare dunque concreti spazi di applicazione, alla luce dei ritardi giunti ormai ben oltre il lecito e -aggiunge un altro aspetto mai chiarito - : nonostante le molteplici richieste e solleciti, ancora oggi sindaci, amministrazioni locali e cittadini non conoscono i progetti esecutivi e le opere a compensazione, spesso promesse soltanto. In questo momento quindi si rende urgente l’esigenza di coordinamento e partecipazione di tutte le amministrazioni locali coinvolte, direttamente e indirettamente, dal progetto, così da poter avere un processo dialettico unico e significativo, nei confronti degli enti superiori (Provincia e Regione, oltre a Pedemontana stessa) e del Governo centrale, per concretizzare il contrasto ad un'opera che, già adesso, si prospetta come l’ennesima sciagura per il territorio, presumibilmente a lungo incompiuta. Lanciamo un appello all’amministrazione locale affinché si attivi per la sensibilizzazione di ogni singolo cittadino, per arrivare alla consapevolezza collettiva del disastro che ha già coinvolto molte parti del territorio e molte altre verranno ulteriormente coinvolte, per una Pedemontana nata nel secolo scorso, e attualmente ingiustificata.

Il PD a Desio continuerà il costante lavoro di confronto e coinvolgimento per sensibilizzare e informare su questo tema - come sugli altri - all’interno delle attività sul territorio, partendo dai tavoli di lavoro per arrivare agli incontri tematici, avvicinando ogni singolo cittadino, consapevole del fatto che adesso si deve fermare questa opera uniti, tutti insieme (amministrazioni locali, cittadini, associazioni etc.) oppure questa opera ci arriverà addosso, devastando il territorio di ciascuna città e comune, singolarmente, uno dopo l’altro.

Angelo Paola, Segretario del PD di Desio, afferma: “In un periodo storico caratterizzato da crisi molteplici (ambientale, sanitaria, energetica e di instabilità, dovuta alla guerra in Ucraina), crediamo con ancora più convinzione che occorra riflettere con maggiore attenzione sull’impatto dell’uomo sul mondo circostante e che Pedemontana non può essere un progetto per il futuro. Ribadiamo con forza che occorre riaprire una riflessione partecipata da tutti i soggetti coinvolti (Amministrazioni, Associazioni, cittadini) per risolvere i problemi di spostamento tra, verso e dai Comuni della Provincia Monza Brianza al fine di rivedere l'intero bisogno di mobilità della provincia.”  E conclude: “Il territorio della Provincia di Monza e Brianza non necessita di un’infrastruttura autostradale come Pedemontana, bensì di un sistema di mobilità  che integri le diverse reti di trasporto già disponibili o pianificate valutando l’ampliamento del trasporto pubblico, implementando l’intermodalità e la sostenibilità complessiva del sistema dal punto di vista ambientale, economico e sociale in modo che possa rispondere ai bisogni di mobilità del territorio nel rispetto dell’ambiente e del clima.”